Iran e nuovi spiragli per la pace, Trump: “Ci hanno chiamato, vorrebbero un accordo”

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“Gli iraniani ci hanno chiamati e vorrebbero davvero raggiungere un accordo”. A dirlo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i giornalisti a Washington. “L’Iran non avrà armi nucleari – aggiunge Trump -. Abbiamo concordato su molte cose, ma loro non sono d’accordo su questo. Ma sono sicuro che gli iraniani alla fine accetteranno”.

Una prima nave ha attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l’imposizione del blocco da parte degli Stati Uniti, iretto ai porti iraniani e alle petroliere legate a Teheran. Lo riferisce la Bbc. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, si tratta della nave portacontainer Paya Lebar, partita dall’India e diretta a Dubai, negli Emirati.

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti “potrebbe cambiare da un momento all’altro”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’inizio della riunione di gabinetto odierna, secondo quanto riportato da diversi media israeliani. Netanyahu ha affermato che il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, lo ha informato al suo ritorno dai colloqui con l’Iran in Pakistan. Il premier israeliano ha spiegato che gli americani “non possono tollerare la palese violazione dell’accordo da parte dell’Iran per avviare i negoziati. L’accordo prevedeva che gli americani avrebbero cessato il fuoco e che gli iraniani avrebbero immediatamente riaperto lo Stretto [di Hormuz] – cosa che non hanno fatto. Gli americani non potevano accettarlo”. Inoltre, secondo il premier israeliano, Vance ha detto a Netanyahu che la questione centrale dal punto di vista statunitense era “rimuovere tutto il materiale arricchito e garantire che non vi sia arricchimento nei prossimi anni – forse per decenni – nessun arricchimento all’interno dell’Iran. Questo è il loro obiettivo, ed è ovviamente importante anche per noi”. Israele appoggia la decisione del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale ai porti iraniani, ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che le due parti “sono in costante coordinamento”.

“Le affermazioni secondo cui ci sarebbe una spaccatura tra noi sono completamente false”, ha affermato Netanyahu. “È vero esattamente il contrario. Chiunque abbia partecipato a queste conversazioni e alle discussioni quotidiane che abbiamo con il presidente e il suo staff può testimoniarlo”. “Questo livello di coordinamento non è mai esistito prima, né nella storia di Israele né nella storia del popolo ebraico”, ha concluso Netanyahu.

Il ministero della Difesa iraniano ha dichiarato che le forze armate del Paese si trovano “al massimo grado di prontezza combattiva” e sono pronte a fronteggiare qualsiasi scenario. Lo riporta la Tv al Jazeera. Il viceministro della Difesa Majid Ebn-e-Rezak ha affermato: “Siamo preparati a ogni eventualità e le nostre forze armate sono in massima allerta. Risponderemo a qualsiasi aggressione con forza e determinazione”. La dichiarazione arriva in un contesto di forte tensione nella regione, dopo l’imposizione del blocco navale americano sui porti iraniani e le minacce incrociate tra Teheran, Washington e Tel Aviv, con il Comando Khatam al-Anbiya che ha già annunciato restrizioni al transito nello Stretto di Hormuz per le navi considerate nemiche.

L’Iran desidera la pace e lo ha dimostrato concretamente, ma si trova di fronte a “un’entità sionista che non rispetta alcuna linea rossa”. Lo ha affermato un portavoce del governo iraniano in una dichiarazione rilasciata alla Tv al Jazeera. “La Repubblica Islamica ha sempre cercato soluzioni pacifiche e ha dato prova di buona volontà in più occasioni – ha detto il portavoce – ma purtroppo dobbiamo confrontarci con un regime che ignora ogni limite e ogni regola internazionale”. La dichiarazione arriva in un momento di forte tensione nella regione, dopo l’annuncio del blocco navale americano sui porti iraniani e le minacce incrociate tra Teheran, Washington e Tel Aviv. Il portavoce ha ribadito che l’Iran continuerà a difendere la propria sovranità e sicurezza nazionale di fronte a qualsiasi provocazione, pur confermando la disponibilità al dialogo qualora venga rispettata la reciprocità. Il governo di Teheran ha inoltre accusato Israele di essere il principale ostacolo a una distensione regionale, definendolo “il fattore destabilizzante” nel Medio Oriente.