Marzo da record in Sicilia: piogge senza sosta cancellano la siccità (ma resta l’allerta)
Si chiude un mese di marzo decisamente fuori dagli schemi per la Sicilia: piogge abbondanti e continue hanno spazzato via, almeno per ora, lo spettro della siccità. Ma attenzione, perché parlare di emergenza definitivamente superata sarebbe prematuro.
Dopo appena cinque giorni iniziali dominati dall’alta pressione, il tempo ha cambiato volto. Dal 6 marzo in poi, l’instabilità è diventata la vera protagonista, accompagnando l’Isola senza tregua: per quasi tutto il resto del mese non si è mai registrata una giornata completamente asciutta su tutto il territorio regionale.
A innescare questa lunga fase perturbata sono stati diversi nuclei depressionari di matrice atlantica, scivolati tra il Nord Africa e la penisola iberica. Già nei primi giorni di cambiamento si sono manifestati fenomeni intensi e localizzati, come il violento nubifragio dell’8 marzo nell’area di Mussomeli, con picchi di pioggia davvero significativi in pochissimo tempo.
La situazione è poi evoluta ulteriormente a metà mese, quando correnti più fredde di origine artica marittima hanno alimentato una fase ancora più dinamica. In questo contesto si è formata la depressione “Jolina”, che tra il 15 e il 17 marzo ha scaricato piogge diffuse e abbondanti, colpendo in modo particolare l’area orientale dell’Etna e i monti Peloritani, dove si sono registrati accumuli eccezionali in sole 24 ore.
Ma non è finita lì. L’instabilità ha continuato a dominare la scena fino alla fine del mese, sostenuta da nuovi impulsi freddi provenienti dai Balcani e dall’Artico. Ne sono derivati fenomeni anche estremi: grandinate intense nel Ragusano, con accumuli al suolo sorprendenti, e nevicate che, a tratti, sono scese fino a quote collinari, sotto gli 800-900 metri tra il 27 e il 28 marzo.
A confermare gli effetti concreti di questo lungo periodo piovoso arrivano anche i dati sugli invasi della provincia di Palermo. I bacini di Piana degli Albanesi, Scanzano, Poma e Rosamarina mostrano un deciso e costante incremento: al 1° aprile la capienza complessiva ha raggiunto i 131 milioni di metri cubi, un netto balzo rispetto ai soli 36 milioni registrati a inizio gennaio 2025. In pratica, si è tornati ai livelli dell’aprile 2023, recuperando di fatto due anni di grave siccità.
Ancora più significativo è il segnale che arriva dal territorio: nel Corleonese diverse sorgenti, ormai prosciugate da anni, sono tornate a sgorgare. Un fenomeno reso possibile dalla continuità delle piogge, che da gennaio hanno permesso all’acqua di infiltrarsi in profondità, ricaricando le falde.
Al netto di qualche danno alle colture, al momento comunque contenuto, il bilancio presenta dunque anche aspetti positivi. La Sicilia ritrova riserve idriche fondamentali, pur restando in un contesto climatico fragile che impone prudenza e attenzione per il futuro.
