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A Niscemi cresce la rabbia degli sfollati, in arrivo sostegno economico “da 400 euro a famiglia”

La rabbia dei residenti cresce di ora in ora a Niscemi, dove la frana continua a minacciare case, famiglie e certezze di un intero quartiere. Tra gli sfollati dominano paura, amarezza ma anche incredulità. Molti cittadini raccontano di aver lasciato la propria abitazione in fretta, con pochi effetti personali, senza sapere se e quando potranno tornare. La sensazione più diffusa è quella di essere stati “dimenticati”, mentre la collina continua lentamente a scivolare verso la piana di Gela.

La protesta nasce anche dalla consapevolezza che il problema non è nuovo. Già in passato erano stati segnalati movimenti del terreno, ma secondo i residenti non sarebbero stati adottati interventi strutturali di prevenzione adeguati. Oggi quella mancanza pesa come un macigno sulla vita di centinaia di famiglie. In molti parlano apertamente di assenza di programmazione e di una gestione emergenziale che arriva sempre troppo tardi. Le testimonianze raccontano di quartieri considerati tra i più belli e frequentati della città, ora trasformati in una vasta zona rossa, con strade deserte e abitazioni sigillate.

Intanto aumenta il numero delle persone costrette a lasciare casa: gli sfollati hanno superato quota 1.500. Famiglie intere sono ospitate temporaneamente da parenti o amici, una soluzione che però non può durare a lungo e che alimenta ulteriore incertezza.

Contributi economici per gli sfollati: come funzionano gli aiuti

Per fronteggiare l’emergenza, sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato. Si tratta del contributo di autonoma sistemazione, destinato a chi ha dovuto abbandonare la propria abitazione a seguito dell’ordinanza di sgombero.

Il sostegno economico prevede 400 euro a famiglia, più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro mensili per nucleo familiare, per un periodo che può arrivare a un anno. Secondo quanto riportato dall’Ansa, la procedura sarebbe già stata attivata e dovrebbe concludersi nel giro di pochi giorni. Dopo il sopralluogo aereo nelle zone colpite, il quadro emerso è apparso ancora più grave. Il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, insieme al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha parlato senza mezzi termini: “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”.

Decine di immobili sono già stati dichiarati inagibili e la zona rossa si estende fino a 150 metri dalla nicchia di distacco. Gli esperti spiegano che anche le abitazioni apparentemente integre, ma situate sull’orlo della frana, non potranno più essere abitate. Si fa sempre più concreta l’ipotesi di una delocalizzazione definitiva. Dal punto di vista geologico, la situazione appare estremamente complessa. Secondo il geologo Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, i terreni sabbiosi come quelli di Niscemi hanno un angolo di resistenza al taglio di circa 35 gradi, mentre la parete attuale arriva a un’inclinazione di 85 gradi, rendendo inevitabile l’avanzamento della frana.

 

redazione

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