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Ciclone Harry in Sicilia, Schifani: “Danni devastanti, non faremo mancare risorse”

Presso la Prefettura di Messina si è svolta una riunione istituzionale per fare il punto sui gravi danni provocati dalle recenti mareggiate che hanno colpito vaste aree della costa siciliana. All’incontro ha partecipato il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha tracciato un quadro preoccupante della situazione. “Le immagini di questo fine settimana sono devastanti – ha dichiarato – intere fasce costiere sono state distrutte, cancellate nella loro agibilità e fruibilità dalla violenza del mare. L’ecosistema è cambiato, e lo dico da anni”. Un cambiamento climatico che, secondo il Presidente, impone una revisione profonda delle politiche di tutela e sviluppo delle aree costiere.

La Regione ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale e ha avviato l’iter per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. “Abbiamo stanziato 70 milioni di euro di fondi regionali per le prime emergenze – ha spiegato Schifani – e stiamo trasmettendo tutta la documentazione al Governo. Sono certo che anche lo Stato interverrà con risorse adeguate. C’è piena collaborazione istituzionale”.

Grande attenzione anche ai tempi di intervento, considerati la vera sfida. “La scommessa non può che essere vinta sui tempi – ha sottolineato – perché i cittadini e le imprese non possono aspettare anni”. Particolarmente forte la preoccupazione per le ricadute sul turismo: “Molti alberghi non sono fruibili e questo rappresenta un danno enorme per un settore che ha trainato la crescita economica della Sicilia negli ultimi anni”.

Il Presidente ha richiamato la normativa nazionale che disciplina la gestione delle calamità, evidenziando le due fasi previste: l’emergenza immediata, con l’intervento di Protezione civile e Comuni, e la successiva fase di ricostruzione. “La legge consente la nomina di un commissario straordinario con poteri in deroga per accelerare la ricostruzione. I fondi non mancheranno, ciò che serve è la velocità”.

Schifani ha poi lanciato un messaggio chiaro sul futuro delle coste siciliane: “È cambiato il clima, non ricordiamo mareggiate come quelle degli ultimi giorni. Questo ci impone di progettare in modo diverso: niente più ristoranti su palafitte a ridosso del mare, niente lungomari senza protezioni adeguate. Serve una nuova filosofia architettonica e urbanistica”.

Nei prossimi giorni proseguiranno i sopralluoghi lungo le aree più colpite, a partire dalla costa catanese. “Siamo mobilitati – ha concluso – ed è una scommessa che nessuno può permettersi di perdere. Perderla significherebbe tradire i cittadini e l’economia della nostra Regione”.

“Sono venuto sulla costa ionica per verificare di persona le condizioni dei territori colpiti da questa straordinaria ondata di maltempo. E’ una situazione estremamente grave e ho voluto rendermi conto di persona, anche in funzione degli interventi da attivare. Gli eventi atmosferici hanno infierito contro una costa che è fiore all’occhiello del turismo siciliano. Ci siamo adoperati a dichiarare subito lo stato di crisi e di emergenza regionale e la prossima settimana il governo nazionale riconoscerà lo stato di emergenza di rilievo nazionale, come da noi richiesto. Questo consentirà l’accelerazione di moltissime procedure oltre agli stanziamenti economici, che permetteranno di avviare la ricostruzione. È l’inizio di un percorso in cui faremo di tutto per restituire alla nostra regione quello che la natura violenta le ha sottratto in poche ore. Siamo accanto a tutti i siciliani che hanno perso le loro case, le loro attività economiche, i loro beni. Questa mattina ho riferito al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, la difficile situazione che stiamo attraversando. Dico ai siciliani di avere fiducia nelle istituzioni. Non faremo mancare il nostro appoggio e le risorse necessarie per ricominciare”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante il sopralluogo nelle località della costa ionica messinese, che hanno subito gravi danni a causa delle mareggiate provocate dal ciclone Harry.

redazione

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