In merito alle ricostruzioni diffuse nelle ultime ore e alle polemiche sorte a seguito della diretta social effettuata durante la violenta mareggiata che sta interessando la costa ionica del Messinese, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, interviene “per chiarire i fatti e respingere letture strumentali”.
“È necessario precisare che la diretta non è stata effettuata a ridosso del mare o in una zona interdetta, ma da una piazza, in un’area che fino a quel momento non era stata raggiunta dalle onde – spiega De Luca in una nota -. Insieme al sindaco Lo Giudice ci trovavamo in piazza Municipio. L’onda che ci ha investiti è stata anomala e improvvisa e, nel momento in cui si è verificata, ci siamo immediatamente spostati verso la parte centrale della piazza. Non eravamo lì per curiosità o per spettacolarizzare l’emergenza, ma per svolgere un dovere istituzionale. Il sindaco, in quanto massima autorità di protezione civile sul territorio, ha il dovere di verificare personalmente lo stato dei luoghi e le condizioni reali di sicurezza, soprattutto nelle fasi di emergenza”.
“Io sono un sindaco di trincea: ritengo che il mio ruolo non sia quello di commentare le emergenze da lontano, ma di stare sul territorio per documentare ciò che accade e segnalare le criticità – prosegue il sindaco -. Dopo Taormina mi sono recato anche a Santa Teresa di Riva, una comunità in cui sono stato sindaco dal 2012 al 2017, perché obiettivo della diretta era denunciare che quanto stava accadendo fosse un danno annunciato, conseguenza diretta delle opere di protezione costiera mai realizzate, pur essendo programmate e finanziate già dal 2017. Ho ribadito più volte che gli effetti della mareggiata avrebbero potuto essere significativamente contenuti se quegli interventi fossero stati eseguiti nei tempi previsti, evitando di esporre ancora oggi le comunità costiere a rischi noti e prevedibili. Nel 2017 quando ero sindaco è stato infatti ottenuto un finanziamento di oltre 10 milioni di euro per la realizzazione dei pennelli frangiflutti. A
distanza di quasi dieci anni, quei lavori non sono ancora iniziati, bloccati da inerzie e procedure burocratiche regionali”.
“Mi chiedo perché su questo aspetto non si registri la stessa attenzione da parte del Codacons e di altri commentatori. Invito il Codacons e chiunque intervenga nel dibattito pubblico a concentrare l’attenzione sulle opere mai avviate, sui ritardi accumulati e sulle responsabilità istituzionali che continuano a esporre le nostre comunità ai rischi delle mareggiate, piuttosto che su polemiche strumentali – conclude De Luca -. Preannuncio di aver dato mandato ai miei legali di valutare ogni azione opportuna nei confronti di coloro che, su una tematica così delicata, hanno scelto la strada della diffamazione sui social, costruendo una falsa narrazione fondata su decontestualizzazioni evidenti e intenzionalmente fuorvianti”.
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