Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha incontrato stamattina a Palazzo d’Orléans il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Nel corso della visita istituzionale è stato affrontato il tema dell’attualità politica internazionale e, in particolare, quello dei dazi doganali e dei possibili riflessi sul sistema produttivo e sull’export siciliano. Tajani e Schifani hanno definito i termini dell’accordo che a breve il ministero – attraverso la rete degli istituti del Sistema Italia all’estero – firmerà con la Regione per rafforzare l’internazionalizzazione delle imprese siciliane.
L’intesa prevede un coordinamento per sostenere export, investimenti e promozione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola, offrendo alle aziende strumenti concreti per competere sui mercati internazionali.
Schifani ha ricordato gli interventi voluti dal governo della Regione in favore delle imprese e la norma, poi stralciata dalla finanziaria regionale, che destinava 10 milioni di euro per sostenere i costi di esportazione delle aziende. Il presidente della Regione ha confermato a Tajani la volontà di presentare nuovamente l’emendamento.
“Non bisogna cadere nel ritornello che il sud e la Sicilia siano chitarra, mandolino, mafia: il sud non è così, mi rifiuto di credere che sia un luogo di corrotti e di malaffare. I giornalisti devono fare il loro dovere e così i magistrati, ma indagare non significa condannare: in un paese democratico e libero ci sono tre gradi di giudizio, la condanna non è un avviso di garanzia e arriva dalla Cassazione. È l’accusa a dover dimostrare che qualcuno e colpevole”. Lo ha detto il ministro Tajani, oggi a Palermo.
“Non vedo nessuna questione morale nel governo regionale della Sicilia, se qualcuno è colpevole ne pagherà le conseguenze ma io sono sempre per la presunzione di innocenza – ha aggiunto Tajani -. In tutti i partiti ci sono stati problemi giudiziari, l’ho detto anche ieri per i garanti della privacy: la presunzione di innocenza vale per tutti, sia per le amministrazioni di centrodestra che di centrosinistra”.
“Le responsabilità penali sono personali, ma un conto è essere indagati e un altro essere colpevoli: vedremo quali saranno i fatti dimostrati dall’accusa, la giustizia deve fare il suo corso ma quella a orologeria non mi piace tanto. La presunzione di innocenza vale fino al terzo grado di giudizio, a prescindere dalla maglietta che indossa la persona indagata”, ha aggiunto Tajani.
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