Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato di Catania ha tratto in arresto tre catanesi ritenuti responsabili del reato di tentata rapina in concorso, ai danni di un ufficio postale ubicato nel comune di Gravina di Catania.
Nel corso delle ordinarie attività finalizzate a reprimere fenomeni di criminalità di natura predatoria, i poliziotti della Squadra Antirapina della Squadra Mobile hanno notato sopraggiungere, nei pressi dell’Ufficio postale di Gravina di Catania, un’autovettura su cui era stata apposta una targa visibilmente contraffatta. Nel contempo, gli agenti hanno visto arrivare, nel medesimo luogo, un uomo, alla guida di uno scooter, di accertata provenienza furtiva, che si fermava, con il motore acceso, poco distante dall’Ufficio postale. Dopo qualche minuto di attesa, il passeggero dell’utilitaria, scendeva dall’auto, con il volto coperto da un casco di colore bianco, portando con sé un attrezzo artigianale in metallo a forma di “L” e si poneva davanti la porta antipanico delle Poste, attigua alla postazione del bancomat.
Nei medesimi frangenti, giungeva il complice, a bordo del motociclo, che, dopo essersi fermato davanti l’ingresso, coadiuvava il complice nell’apertura della porta con l’arnese metallico, eseguendo una particolare manovra.
Avendo compreso che i due uomini si fossero introdotti all’interno con l’intenzione di compiere una rapina nel momento in cui erano in corso le operazioni di rifornimento del bancomat, gli agenti della Squadra Antirapina si sono apprestati a raggiungerli, sorprendendoli, all’interno dell’ufficio postale, con in mano un borsone in tela, contenente tre cassetti in plastica dell’ATM, all’interno del quale vi erano banconote destinate ad essere caricate, per un importo pari a 150.000,00 euro.
I due autori della tentata rapina, quindi, sono stati arrestati, constatando – al momento della perquisizione – che uno di loro aveva con sé una pistola a salve. E’ stato poi raggiunto e fermato anche il terzo complice alla guida dell’auto, all’uopo noleggiata per la commissione del reato, che si era allontanato dal posto subito dopo aver fatto scendere dal veicolo il complice con in mano l’arnese adibito all’apertura della porta antipanico. Per quanto accertato, i tre soggetti sono stati tratti in arresto.
Gli approfondimenti effettuati dalla Squadra Mobile hanno permesso di accertare come le modalità esecutive dell’azione fossero conformi ad una ricorrente metodologia criminale utilizzata in occasione di analoghi episodi criminosi. Il metodo, infatti, prevedeva l’accesso all’interno dell’ufficio postale nel momento in cui erano in corso le brevi operazioni di rifornimento dell’ATM e nel momento in cui l’apparecchiatura era fuori servizio.
Lo strumento impiegato per aprire la porta antipanico, invece, con la sua caratteristica forma ad L, era stato studiato proprio per operare come una sorta di braccio meccanico destinato ad abbassare dall’esterno il maniglione antipanico. Sono in corso ulteriori accertamenti per stabilire la riconducibilità agli arrestati di episodi delittuosi, commessi nei mesi precedenti con la medesima tecnica, ai danni di altri uffici postali del Capoluogo etneo.
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