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Palermo, Dario Mirri: “Negli anni scorsi è mancata corretta gestione della sconfitta”

Sì presidente, ma ancora e sempre un abbonato. Dario Mirri è un ‘pres’ particolare che vive con la stessa passione dei tifosi le vicende del suo Palermo, ma ovviamente con un enorme carico di responsabilità. E’ lui il protagonista di “Professione Presidente”, format di Dazn dedicato al campionato di Serie B.

Nella lunga intervista Mirri ripercorre la sua strada dentro il club: dagli anni da tifoso-abbonato al rapporto profondo con la città, la squadra, il suo allenatore, Filippo Inzaghi, e il capitano Matteo Brunori, passando per l’incontro con il City Football Group, che ha segnato una nuova fase del progetto rosanero, e sull’ambizione di un futuro in Serie A. “Sono da sempre abbonato al Palermo, da 56 anni, anche adesso che sono il presidente del club. È un gesto d’amore che continuerò a fare sempre – dice Mirri -. Adesso guardo le partite in tribuna, però mi manca quella leggerezza e quella spensieratezza che contraddistinguono i tifosi. Essere presidente del Palermo è un sogno realizzato, ogni tanto per vedere se è vero cerco su Wikipedia”. E trova conferme, del resto il Palermo è nel suo destino visto che lo stadio porta il nome dello zio: Renzo Barbera.

“Credo che sia un orgoglio per tutti i palermitani entrare in quello stadio, per me a maggior ragione, per la mia famiglia. Zio Renzo è stato quello che mi ha insegnato i valori, che cosa è il Palermo e cosa può essere il Palermo – spiega Mirri -. Guardavo lui da bambino e riconoscevo in lui questa partecipazione enorme per le sorti della città, dei tifosi, ma soprattutto dei palermitani, perché lui vedeva nel Palermo qualcosa che ci rappresentava. Devo dire che è quello che ho sognato di fare e che spero di continuare a fare: fare del Palermo qualcosa che rappresenti tutta la città. E quindi il fatto che lo stadio sia intitolato a lui è bellissimo. L’ho sempre detto, quando ho iniziato sei anni fa, che non posso pensare a uno stadio diverso da questo luogo per far giocare il Palermo”.

Sulla cessione al City Football Group, Mirri spiega: “Sono state notti di sofferenza, paura e desiderio: volevo fortemente che loro proseguissero il lavoro intrapreso da noi. Ferran Soriano è di Barcellona, conosce le nostre radici e ci siamo trovati subito. Il City Football Group è il futuro del Palermo, si può solo crescere grazie al loro contributo, alle loro competenze e noi siamo orgogliosi di essere parte di questo gruppo grande e vincente. Quando riusciremo a portare il Palermo in Serie A, la sinergia con il City Football Group crescerà ancora di più, anche sotto il profilo tecnico”.

Intanto c’è da pensare alla promozione già quest’anno, la squadra di Inzaghi è partita benissimo, poi ha rallentato, ma adesso ha ripreso la marcia. “Inzaghi è una persona straordinaria, ha un entusiasmo contagioso, va sostenuto sempre perché lui vuole intraprendere un percorso medio-lungo qui a Palermo. Quello che è mancato negli anni scorsi è stato il mister, ma anche la gestione della sconfitta. Quando impareremo a governare la sconfitta, allora si cominceranno a costruire le vittorie e saremo in grado di vincere. Sono legatissimo a questi ragazzi, il mio sogno è rendere felice il popolo palermitano e vincere la Coppa Italia, che è un trofeo che ci manca: le tre finali perse le ricordo benissimo, per me sarebbe una soddisfazione incredibile”. Il presidente Mirri infine ha belle parole per il capitano rosanero, Matteo Brunori, che nelle ultime gare ha trovato posto in panchina e non nell’11 titolare. “Con Matteo c’è un rapporto personale molto forte, per motivi oggettivi. Siamo insieme da quattro anni: all’inizio, per contenere i costi delle trasferte, viaggiavamo in nave anche due volte pur di evitare l’albergo o l’aereo”.

“Quando si condividono esperienze di questo tipo, nasce un legame profondo, una relazione personale ulteriore rispetto ad altri, semplicemente perché è con noi da più tempo. I numeri parlano da soli: Matteo ha segnato quasi 80 gol. È chiaro che sta attraversando un momento particolare della sua vita e della sua carriera – prosegue Mirri -. Quello che è importante è che continui a fare esattamente ciò che ha fatto finora, e a sentirsi capitano della nostra squadra nella maniera più completa, a prescindere dal fatto che giochi o meno. Lui anche da non giocatore, come nelle ultime partite, continua a dare un contributo fondamentale alla crescita degli altri ragazzi. È un ragazzo estremamente intelligente e sensibile: mi dice che vuole vivere a Palermo, che sta cercando casa qui. Lo dico ai tifosi: quando hanno qualche dubbio, ricordino che ha scelto Palermo per far crescere la sua unica figlia, e che il suo sogno è restare a vivere in questa città. Detto questo, credo ci sia poco da aggiungere riguardo alla sua partecipazione nella nostra squadra”.

redazione

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