Ancora una volta Urologia del “Giglio” di Cefalù si conferma eccellenza siciliana nella cura dei tumori

La Fondazione Giglio di Cefalù si conferma un punto di riferimento assoluto nella sanità urologica siciliana. L’affermazione della struttura come centro d’eccellenza deriva dalla capacità di combinare innovazione, esperienza clinica e tecnologie mediche di ultima generazione.
Nel corso degli ultimi anni l’ospedale ha intensificato il proprio impegno nella cura delle patologie urologiche complesse, diventando un modello riconosciuto a livello regionale e nazionale. Grazie a un approccio orientato alla qualità e alla sicurezza del paziente, la Fondazione continua a registrare risultati di alto livello.
Il nuovo Programma Nazionale Esiti (PNE-2025), elaborato da Agenas, ha nuovamente certificato il ruolo centrale dell’Urologia diretta dal dottor Francesco Curto. I dati confermano infatti una crescita costante degli interventi e un miglioramento progressivo degli standard clinici, elementi che contribuiscono alla sua crescente reputazione nell’ambito della chirurgia robotica e mininvasiva.
Particolarmente significativo è il risultato ottenuto nella cura dei tumori maligni della prostata. Anche per il 2024, il reparto si posiziona come primo centro in Sicilia per la prostatectomia radicale, un traguardo che attesta non solo l’alto numero di pazienti trattati, ma anche la qualità dell’intero percorso assistenziale. A ciò si aggiunge la conferma del primato regionale per il trattamento dei tumori renali e dell’ipertrofia prostatica benigna, per il secondo anno consecutivo.
Secondo il PNE-2025, nel solo 2024 sono stati eseguiti 180 interventi di prostatectomia radicale, con un incremento evidente rispetto ai 135 effettuati nel 2023. Questo aumento testimonia la fiducia dei pazienti nella struttura e nella capacità del reparto di gestire con successo casi complessi. Una domanda in costante crescita che la Fondazione Giglio affronta con organizzazione, competenza e tecnologie d’avanguardia.
L’intero percorso operatorio viene svolto tramite tecnica mininvasiva e con l’ausilio del robot Da Vinci, garantendo standard elevati sia in termini di continenza urinaria sia di preservazione della funzione sessuale. Questi parametri rappresentano oggi indicatori fondamentali per valutare la qualità della chirurgia urologica.
La Fondazione Giglio guida la classifica degli ospedali siciliani anche per i tumori del rene con 98 casi trattati dall’urologia e un indice di mortalità a 30 giorni pari a zero su 253 pazienti operati nel triennio (2022-2024). “E’ il più basso indice – ha rilevato il dottor Curto – tra i centri ad alto volume di casi in Italia”.
“Anche per i tumori del rene si è proceduto con una tecnica mini invasiva laparoscopica e robotica che ci ha consentito – ha spiegato il direttore dell’urologia – di eseguire, nella maggior parte dei casi, la nefrectomia parziale quindi salvaguardando la parte del rene sana ed asportando esclusivamente il tumore”.
Il report Agenas vede in testa l’urologia della Fondazione Giglio in Sicilia anche per i ricoveri per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna con 304 casi trattati nel 2024. Grazie all’equipe di urologia del Giglio il presidio ospedaliero Santissimo Salvatore di Mistretta ha conquistato la vetta del report Agenas per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna con 227 pazienti trattati sui 304 presi in carico dall’ospedale di Cefalù.
Curto ha ricordato che “presso la Fondazione Giglio vengono adottati i più moderni trattamenti quali: enucleazione con laser ad olmio della prostata, chirurgia robotica ed embolizzazione delle arterie prostatiche oltre alla comune resezione transuretrale con energia bipolare”.
“I dati Agenas – ha evidenziato il presidente Victor Mario Di Maria, esprimendo apprezzamento a nome del Cda per l’equipe di urologia – certificano ulteriormente il buon lavoro sin qui fatto per fornire una sanità di eccellenza ai nostri pazienti e di programmare il futuro sia valorizzando le professionalità esistenti che investendo su nuove tecnologie”.
“Un cosi alto volume di casi trattati dalla nostra urologia – ha aggiunto il direttore generale Giovanni Albano – ci permette, inoltre, di garantire una maggiore qualità e sicurezza delle cure”. L’equipe di urologia è composta, oltre che dal direttore Curto, da Salvatore Biancorosso (responsabile dell’unità semplice di endourologia) e dai dottori Giuseppe Coraci, Sonia Agiato, Andrea Alberti, Alessandro Guercio, Maria Karydi, Andrea Liaci, Piero Mannone, Mirko Pinelli e Domenico Lo Presti. Nella foto da destra Salvatore Biancorosso, Francesco Curto, Giuseppe Coraci.
