“Sono qui per supportare l’azione dei comitati per il no al ponte perchè questo blocco è una vittoria vostra, dei vostri argomenti che pazientemente avete portato avanti. Noi vi siamo al fianco insieme alle altre forze di opposizione presenti. Ma il messaggio per Meloni e Salvini è molto chiaro, dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: vi dovete fermare e vi dovete scusare per la vergogna di aver buttato 13 miliardi sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano. Prima di tutto per i siciliani e i calabresi. Quante cose si potevano fare con quei 13 miliardi invece della propaganda fallimentare di questo governo”.
Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando sul palco della manifestazione contro il ponte sullo Stretto a Messina.
“La sentenza della Corte dei conti – ha aggiunto – dice che quel progetto è stato fatto forzando le procedure, violando la direttiva europea sull’ambiente habitat, sugli appalti. La Corte dei conti ci spiega che non hanno fornito dati completi per vedere quanto costerà quest’opera e se ha superato la soglia dell’aumento del 50% una violazione grave procedurale e dei vostri diritti. La battaglia non è finita. Proveranno a forzare ancora. E’ la vecchia politica quella che sta perseguendo i sogni di Berlusconi. Lo stanno facendo rispolverando il condono edilizio del 2003 a 4 giorni dalle elezioni regionali, lo stanno facendo col ponte, lo stanno facendo con la riforma della magistratura”.
“Proprio dopo la decisione della Corte dei conti – ha concluso – Giorgia Meloni ha chiarito qual è l’unico vero obiettivo di quella riforma costituzionale: dire alla Corte dei conti adesso vi facciamo vedere chi comanda. Ma la democrazia non è un assegno in bianco a chi prende un voto in più alle elezioni: noi fermeremo questo tentativo di dire che chi governa non è sottoposto al giudizio della magistratura come tutti. Non so quanti assessori regionali siciliani non siano coinvolti in indagini. Sarebbe opportuno che il presidente della Regione ne traesse le conseguenze e si dimettesse per ridare respiro a una Sicilia che merita ben altro”. (foto archivio e italpress)
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