Undici bambini, tutti tra uno e sei anni, sono morti nello stato del Madhya Pradesh dopo aver assunto un comune sciroppo per la tosse. Il farmaco, contaminato da glicole dietilenico, ha distrutto i reni dei piccoli nel giro di pochi giorni, causando un’epidemia silenziosa che ha colpito anche altri distretti vicini. La notizia ha provocato indignazione e dolore, riportando alla luce il drammatico problema dei controlli sanitari in India.
Le analisi di laboratorio hanno svelato la verità: il farmaco “Coldrif”, utilizzato per trattare la febbre virale durante la stagione monsonica, conteneva quasi il 50% di una sostanza tossica impiegata solitamente come solvente industriale. Le vittime provenivano principalmente dalle aree di Chhindwara e Betul, dove decine di bambini sono stati ricoverati in condizioni gravi per insufficienza renale acuta.
Il governo del Madhya Pradesh ha reagito immediatamente, disponendo il ritiro totale del medicinale e l’apertura di un’inchiesta federale. Il Ministero della Salute ha ordinato il sequestro di migliaia di confezioni sospette e l’arresto del pediatra Praveen Soni, accusato di aver prescritto il prodotto senza verifiche adeguate. “Riceviamo confezioni sigillate, non decidiamo la formulazione”, si è difeso il medico, sottolineando di aver sempre utilizzato farmaci della stessa azienda.
Le autorità hanno però deciso di sospenderlo e di avviare una denuncia formale anche contro la Sresun Pharmaceuticals, la ditta produttrice. Il governatore Mohan Yadav ha promesso tolleranza zero, parlando di “un crimine contro l’infanzia e contro l’umanità”.
Non è la prima volta che il nome dell’India finisce al centro di scandali legati a farmaci contaminati. Solo nel 2023, sciroppi prodotti in laboratori locali avevano provocato 70 morti in Gambia e 18 in Uzbekistan. Tra il 2019 e il 2020, nel Kashmir, un episodio simile aveva fatto altre 12 vittime. Ogni volta lo stesso copione: orrore, promesse di riforme e controlli, poi tutto torna come prima.
Il problema principale resta la frammentazione del sistema di vigilanza. Centinaia di piccoli produttori, spesso privi di licenze, distribuiscono sciroppi e medicinali senza alcuna garanzia di sicurezza. Nelle aree rurali, dove i controlli sono quasi assenti, questi prodotti vengono venduti liberamente da banco e somministrati anche da persone senza competenze mediche.
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