“Io ho 65 anni, e quando ho cominciato a capire qualcosa Pippo cominciava. Quindi per me Pippo è sempre esistito. E da siciliano ancora più degli altri, perché lo guardavo anche ad Antenna Sicilia, quando faceva il Festival della canzone siciliana. Noi siciliani siamo sempre stati orgogliosi di avere Pippo Baudo come nostro corregionale. Pippo Baudo è siciliano come ‘a noi’“.
Commosso come non mai, si è espresso così Rosario Fiorello all’uscita della camera ardente di Pippo Baudo, allestita al Teatro delle Vittorie di Roma.
“No, non sento il peso della sua eredità. Tutto quello che è stato detto di Baudo in questi due giorni è tantissimo, e qualsiasi cosa si possa dire – ha aggiunto Fiorello – è sempre un po’ di meno. Non è stato solo un conduttore o un direttore artistico, ma un uomo di televisione che ha scritto pagine indimenticabili. La Rai deve moltissimo a Pippo, non solo a Sanremo. Dovrebbero togliere il cavallo da viale Mazzini quando riaprirà e mettere la statua di Pippo Baudo
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